Sentenza storica per la laicità dello Stato in Ticino
L’Associazione Svizzera dei Liberi Pensatori - Sezione Ticino (ASLP-TI), informa dell’esito favorevole di una vertenza in materia tributaria nell'ambito della quale ha legalmente assistito un proprio socio nei confronti di un Municipio ticinese. Il caso riguardava la contestazione della quota parte dell’imposta comunale destinata alla copertura dei costi della “congrua” del parroco, ossia al finanziamento di attività di culto.
A fronte del rifiuto del Comune di riconoscere la richiesta di rimborso, peraltro in controtendenza a una precedente prassi del Cantone e del Comune, il cittadino ha impugnato la decisione. Con sentenza della Camera di diritto tributario, il ricorso è stato parzialmente ma sostanzialmente accolto. L’autorità giudiziaria ha di conseguenza riconosciuto il diritto del ricorrente a ottenere il rimborso di una percentuale dell’imposta versata, nella misura in cui essa risulta dedicata a finanziare attività legate al culto.
Nel concreto, al ricorrente è stato riconosciuto il diritto ad ottenere la restituzione del 50% della sua quota parte dell'imposta comunale, destinata alla copertura dei costi legati alla congrua al parroco (l'imposta comunale è stata così ricalcolata).
Nella motivazione, il Tribunale ha puntualmente richiamato la libertà di credo e di coscienza sancita dalla Costituzione federale, precisando che essa implica anche il diritto di non essere obbligati a finanziare comunità religiose a cui non si appartiene. La decisione ha inoltre distinto tra le funzioni del parroco aventi un interesse generale e quelle propriamente di culto, ammettendo la legittimità del prelievo per le prime e non per le seconde.
Si tratta di un risultato particolarmente significativo sia sul piano giurisprudenziale, sia per il messaggio che sottende rispetto alle battaglie storiche del libero pensiero. Seppur nei limiti dell'attuale art. 24 della Costituzione cantonale che continua ad ammettere un finanziamento delle comunità religiose riconosciute, essa rafforza quindi il principio della laicità dello Stato e della separazione Stato-Chiesa.
Forte di questa vittoria, l’ASLP Ticino ribadisce il proprio impegno a favore di un effettivo rispetto della libertà di credo e di coscienza. In quest'ottica, la stessa continuerà a sostenere iniziative volte a fare valere questi principi nella prassi amministrativa comunale e cantonale.
Invitiamo la cittadinanza a essere consapevoli di questa possibilità, che rappresenta un precedente poco conosciuto ma fondamentale, nonché ad attivarsi in circostanze analoghe: non si tratta di una mera questione finanziaria, ma anche di riaffermazione della laicità e della libertà di coscienza.